• DOMENICA 26 SETTEMBRE 2021 - S. Damiano Martire

Ursula cerca l'identità, nel dopo Merkel

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Ieri, mentre preparava il discorso sullo Stato dell’Unione a metà del suo mandato alla presidenza della Commissione Europea, Ursula von der Leyen si è lasciata andare ad una battuta con i suoi collaboratori: “Evitiamo le lunghezze di Fidel Castro…”. Obiettivo facile stare sotto le sette ore. Oggi davanti alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo - alla presenza anche dell’atleta paralimpica Bebe Vio, invitata dalla stessa von der Leyen e applaudita a lungo dall’aula - von der Leyen se la sbriga in un’ora. Parte dai successi: i vaccini anti-covid e la gestione della crisi economica da pandemia. Ma osa anche su progetti da sempre inceppati, come la difesa comune europea, rilanciata dalla crisi afgana, oggetto, dice la presidente, di “un vertice che organizzeremo con Macron”, primo sponsor del dossier che però richiede l’unanimità tra gli Stati: complicato. Ma Ursula insiste.Quella snocciolata oggi davanti all’Eurocamera è, forse per la prima volta, la ‘sua’ agenda. È il manifesto di un’aspirante leader, voluta da Angela Merkel alla testa della Commissione Ue ma ora costretta a cercarsi una sua identità, indipendentemente dalla cancelliera e sua mentore, a fine carriera con le elezioni del 26 settembre in Germania.Il vuoto politico post-Merkel è anche un po’ l’occasione della vita per von der Leyen. Il discorso sullo Stato dell’Unione edizione 2021 diventa dunque prezioso tanto da farne una “lettera d’intenti che - annuncia von der Leyen - stamane ho inviato al presidente Sassoli (che non presiede la seduta per un’indisposizione, ndr.) e a Jansa”, il premier sloveno presidente di turno dell’Ue. Lettera che non a caso, la presidente non invia al presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, con cui la dividono ancora le vecchie ruggini legate all’incidente della mancata sedia per lei, unica donna all’incontro con Erdogan ad Ankara nella primavera scorsa.Ma il punto ormai non è l’incidente della sedia in sé. Quello è il passato. ...



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