• SABATO 27 NOVEMBRE 2021 - S. Valeriano vescovo

Macron, Draghi e il Trattato del Quirinale: nasce il patto post Merkel

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L’arrivo del presidente francese Emmanuel Macron a Roma per la firma del laborioso Trattato del Quirinale suggella la luna di miele tra Italia e Francia, dopo un periodo burrascoso nelle relazioni tra i due Paesi che ha conosciuto il suo picco durante il governo M5S-Lega. Ripercorrere le origini e le battute d’arresto del contratto con cui Roma e Parigi promettono di rimanersi fedeli sempre, in una molteplicità di settori, è indicativo delle montagne russe che hanno caratterizzato la politica italiana dal 2017 a oggi. Quanto alla portata del Trattato, basti sapere che per importanza è paragonato a quello dell’Eliseo del 1963, quando Francia e Germania si misero insieme per ricucire un rapporto infranto dopo la Seconda guerra mondiale. Da sottolineare il tempismo a livello europeo, con il vuoto di potere lasciato dalla cancelliera Angela Merkel ancora tutto da colmare dal suo successore designato Olaf Scholz.La luna di miele dopo la burrascaL’idea originaria del Trattato risale al settembre 2017: il presidente del Consiglio italiano era Paolo Gentiloni e Macron aveva appena pronunciato, il giorno prima, il discorso della Sorbona sul rilancio dell’integrazione Ue. Gli sherpa di entrambi i Paesi iniziarono subito a lavorarci, ma dovettero fermarsi l’anno successivo di fronte agli attriti tra l’Eliseo e il primo governo presieduto da Giuseppe Conte. In quel periodo i rapporti sono entrati in una fase di “profonda crisi”, spiega Jean-Pierre Darnis, esperto di relazioni franco-italiane e professore associato presso l’Université Côte d’Azur e l’Università Luiss Guido Carli di Roma.L’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini ...



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