• SABATO 27 NOVEMBRE 2021 - S. Valeriano vescovo

Inizia il mondiale di scacchi. 4 motivi per cui vale la pena giocare malgrado i computer

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Tutto quello che c’è da sapere sul Mondiale di scacchi è che comincia domani, finisce a metà dicembre, e di solito lo vince Magnus Carlsen. Il norvegese – uno dei campioni più forti di sempre – ha già difeso con successo il titolo per tre volte, avendolo strappato alla «leggenda indiana» Viswanathan Anand, nel 2013. Dopo la doverosa rivincita con l’indiano, e le sfide contro il russo Karijakin e l’italoamericano Caruana, ora è la volta di Ian Nepomniachtchi, anche lui russo. Tutto il mondo degli scacchi è in fibrillazione. Ma quanto è grande il mondo degli scacchi?Abbastanza, direi, da tenerci dentro tutto quello che si può chiedere a un gioco. O a uno sport. Oppure a uno spettacolo. O infine a un uomo per una vita intera. In realtà, da quando i computer hanno dimostrato irrevocabilmente la loro superiorità sugli uomini, non c’è scacchista che non si senta domandare: ma che senso ha giocare ancora a scacchi, visto che la macchina lo fa meglio dell’uomo? Figuriamoci, allora, se può aver senso dedicare l’intera esistenza a spingere pezzetti di legno su una scacchiera!Ebbene, prima di suggerire qualche possibile risposta alla filosofica domanda, mi sia consentito dire due parole sul match mondiale. Sullo spettacolo, anzitutto. Perché ieri c’è stata la cerimonia di inaugurazione, nel magnifico Exhibition Centre di Dubai, e ai due scacchisti è stato solennemente consegnato nientedimeno che uno spillo. Ai lati avevano un paio di sceicchi, e davanti due palloncini dorati da bucare, per sorteggiare il colore: gentilmente o in modo aggressivo, ha chiesto spiritosamente Carlsen, prima che una manciata di coriandoli si liberasse nell’aria (e il Bianco toccasse a Nepo). Sottile allusione: è noto infatti che gli scacchi sono lo sport più violento che esista. L’indimenticato campione americano Bobby Fischer ebbe a dire una volta che, ...



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