• MERCOLEDÌ 5 OTTOBRE 2022 - S. Flaviana martire

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Una vita senza mafia

Grazie a un «esperimento sociale» che compie dieci anni, minori che appartengono a famiglie criminali sono stati allontanati e messi sotto tutela dello Stato. E l’iniziativa è diventata una proposta di legge.Il destino nel nome. Lo stesso destino atroce. In carcere o morti ammazzati: prima i padri, poi i figli. Per questo, almeno 100 bambini sono stati allontanati dalle famiglie mafiose d’origine e messi sotto tutela dallo Stato, attraverso il progetto «Liberi di scegliere». E, dieci anni dopo i primi casi, la sperimentazione è diventata una proposta di legge, finita all’attenzione del ministro della giustizia Marta Cartabia poco prima della crisi di governo: il simbolo di una strategia in grado di sottrarre davvero questi adolescenti a un futuro già scritto o servono altre armi per sconfiggere le mafie dentro casa? «Finito il percorso, una buona parte dei ragazzi ha deciso di non tornare nella propria terra» certifica Roberto Di Bella, il presidente del Tribunale per i minorenni di Catania che, nel 2012, ha ideato la misura, quando era in servizio a Reggio Calabria, stanco di dover giudicare «coloro che avrebbero potuto avere una vita diversa».Da qui la decisione, al di là del carcere e delle sentenze, di dare loro una «via di fuga». «E questo mediante un orientamento della giurisprudenza poi esteso a Napoli, Milano, Palermo e Catanzaro da altri magistrati» dice Di Bella, che ha disposto il maggior numero di provvedimenti di allontanamento. Uno dei casi di questo «esperimento sociale» è stato Giovanni, ultimo discendente di una famiglia criminale che si ...
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