• GIOVEDÌ 17 GIUGNO 2021 - S. Ranieri confessore

Sono terminati i microchip

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La produzione mondiale di queste memorie elettroniche scarseggia da un anno. Il motivo? Durante la pandemia, l'industria ha dirottato gran parte delle sue forniture verso la tecnologia di consumo, a scapito di altri settori. Primo fra tutti quello dell'automobile. Ma su questi mini «cervelli» pesa anche la guerra fra Stati Uniti e Cina, che lottano per assicurarsene la supremazia, sbilanciando il mercato. Quando 50 anni fa, il fisico italiano Federico Faggin inventò il primo microchip della storia, alla Intel, forse non immaginava che attorno a queste minuscole memorie elettroniche si sarebbe scatenata una guerra tra grandi potenze per la supremazia tecnologica. I microprocessori sono circuiti elettronici, i «cervelli» all'interno di computer, server, telefonini, automobili, fotocamere, frigoriferi, radio, tv; sono il cuore del 5G, dell'intelligenza artificiale, asset fondamentali per quasi ogni aspetto della modernità. Un settore che, secondo l'agenzia Bloomberg, vale oltre 500 miliardi di dollari.Cosa accadrebbe se questi micro-computer iniziassero di colpo a scarseggiare? Se la produzione fosse nelle mani di pochi, in grado di mettere sotto scacco interi Paesi? E ciò succede da più di un anno. Tutto inizia a dicembre 2019 con l'arrivo della pandemia, anche se il Covid c'entra fino a un certo punto. La circolazione del virus ha rallentato la produzione delle aziende di tutto il mondo e ostacolato le forniture. Ma ha anche modificato i consumi. Imprese e scuole ...



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