• MARTEDÌ 13 APRILE 2021 - S. Ermenegildo martire

L'addio triste di Angela nella Germania smarrita

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Le recenti gaffe (con clamorose scuse) sul lockdown da parte della cancelliera sono un altro segnale delle difficoltà del Paese nella pandemia. E tra misure sanitarie contraddittorie, scandali sulle forniture anti-Covid, incertezze economiche, è in corso la lotta per la successione alla sua storica leader. Il più noto gesto di scuse da parte di un cancelliere tedesco è stata la cosiddetta «genuflessione di Varsavia». Nel corso di una visita ufficiale nella capitale polacca il 7 dicembre 1970, il socialdemocratico Willy Brandt si inginocchiò a sorpresa davanti al memoriale che ricorda gli ebrei del Ghetto di Varsavia ribellatisi alla furia nazista. Silenzioso quanto clamoroso, quell'atto è rimasto negli annali di storia: mettendosi in ginocchio, il cancelliere della Germania occidentale si assumeva la responsabilità degli spaventosi crimini contro l'umanità commessi però una trentina d'anni prima da un regime che lui aveva sempre combattuto.Di norma il cancelliere tedesco non si scusa, godendo di un'aura di infallibilità tipica di governanti e sovrani occidentali. Dunque non stupisce che le parole pronunciate lo scorso 25 marzo da Angela Merkel abbiano lasciato il segno. In conferenza stampa la cancelliera ha dapprima revocato le misure annunciate 36 ore prima per un mini-lockdown draconiano da Giovedì Santo a Pasquetta (con anche i supermercati chiusi); quindi si è assunta la responsabilità dell'errore «per il quale chiedo perdono a tutte le concittadine e a tutti i concittadini». Conosciuta e apprezzata per i suoi toni mai sopra le righe, stavolta la cancelliera figlia di un pastore protestante ha messo i puntini sulle i: «L'errore è solo mio, perché sono io che ho la responsabilità ultima di tutto». Anche Konstantin Vössing, politologo tedesco della City University of London, è rimasto colpito dal suo riconoscimento di colpa: «Quasi nessun politico al mondo parla così a meno di non essere colto con le mani nel sacco» osserva, ricordando a Panorama il caso di Bill Clinton e di Monica Lewinsky. «Merkel avrebbe potuto addossare le responsabilità della confusione al sistema federale che non le permette di decidere da sola, ma non lo ha fatto. Ne consegue che la cancelliera è libera di scusarsi solo perché non si ricandiderà». Ascesa al ruolo politico più prestigioso nel lontano 2005, la leader tedesca lascerà ...



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