• LUNEDÌ 5 DICEMBRE 2022 - S. Saba abate

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«Astensionismo, un mix di delusione e rabbia»

È stato anche in questo voto il primo partito del paese, mai così forte, mai così numeroso. Stiamo parlando di quelli che non sono andati a votare, il 36% degli italiani. Una cifra record per le elezioni politiche nazionali a cui la politica tocca trovare risposte.Alle domande di Panorama.it, Francesco Raniolo -tra l’altro docente di “Politica e comunicazione” nel Corso di laurea in Media e società digitale presso l’Università della Calabria- sostiene che «la crescita dell’insicurezza, mista al risentimento, ha avuto un effetto dirompente che ha spiazzato la risposta politica: cioè i partiti dopo la loro esperienza di governo non sono stati in grado di tamponare le falle aperte da due anni e mezzo di crisi multiple».Professore, soltanto 40 giorni addietro lei aveva definito l’astensionismo come “malessere della democrazia, una rottura del patto tra cittadini e politica”.«Il problema in effetti esiste. Quelle di domenica sono state elezioni epocali nella storia repubblicana, verranno ricordate come quella della vittoria della destra, verosimilmente (fatte salve le prerogative del Presidente) della prima volta di una donna Primo Ministro, al governo e anche del buco nell’elettorato. Personalmente avevo sottovaluto il dato odierno, anche se anticipato da attendibili sondaggi dell’Istituto Cattaneo che lo valutava intorno al 35%, cifra ora spinta in avanti: 36,1%. Nella tornata del 2018 la cifra degli astenuti si era fermata al 27%, ma la circostanza interessante, in quella sede, non era stata l’astensionismo già elevato, quanto una insperata inversione di tendenza».4 anni fa gli italiani avevano ripreso a recarsi alle urne?«Nel 2018 l’astensionismo era cresciuto rispetto alle elezioni del 2013, seguendo un trend irresistibile, tuttavia l’intensità della crescita si era rallentata e addirittura in alcune aree dell’Italia, addirittura nel Mezzogiorno, la partecipazione elettorale aveva fatto registrare un sia pur timido aumento. Ciò si era verificato in Campania, Basilicata e Calabria -regioni tradizionalmente astensioniste. In tutte e tre le regioni si registrò un aumento della affluenza alle urne, anche se per pochi decimali. Rispettivamente: +1,6% in Basilicata, 0.3% in Campania e +0,5 in Calabria. Nel 2018 le differenze tra le diverse zone d’Italia rispetto alla partecipazione del 2013 vedeva il Sud in posizione migliore».Invece, oggi la situazione è nuovamente rimbalzata all’indietro…«Il quadro oggi si è ribaltato segnando notevoli criticità. Quei timidi segnali di civismo elettorale sono stati letteralmente spazzati via, e siamo ritornati a cifre astensionistiche che pongono il nostro Paese in una situazione di allarme. Nonostante si trattasse di elezioni politiche, cioè quelle tradizionalmente più “frequentate” dai cittadini, vista la valenza e la posta in gioco. Insomma, l’intensità dell’astensionismo ha fatto registrare una crescita ...
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